Vorrei
Che le parole fluissero
Come la fresca acqua di fonte
Per placare l’irrequietezza
Di questo cuore
Che pulsa ogni minuto
Il suo dolore
Vorrei
Urlare a squarciagola
Fino a sputare sangue, vene
Ossa, pelle, l’anima
E le sue pene
Perdermi nell’azzurro di
questo cielo
Librarmi in volo come questo
pensiero
Vorrei
Che questa notte, ombra dell’anima
Mi graffiasse la pelle
Per farmi sentire vivo
Trasportando l’emozione in
ogni
Pensiero, ogni verso, ogni
parola
Che ora scrivo
Vorrei
Non sentire questa angoscia
Che svilisce, avvilisce, t’inchioda
Quel dolore che oscura le
stelle
Che annulla, ogni gesto, ogni
magia
Attraversa il corpo, fora la
tua pelle
Si nutre di te e poi ti getta
via
Vorrei
Regalarmi ancora una volta il
sole
La sua dolce carezza sul viso
ed il suo caldo profumo, un
sorriso
tingere i miei sogni di un
terso turchino
scolpire nella fierezza di un
cuore adamantino
l’andare, impervio, di questo
mio cammino
Vorrei
Levigare piano l’essenza Di questa
figura sbiadita
Cristalli del cuore che non
fanno rumore
Entità intangibile, luce
guida della vita
Voci, ricordi, suoni,
riecheggiano nel cuore
Arpeggiano nelle dolci
melodie della malinconia
Attimi irripetibili si susseguono
nel tempo
Senza senso, piano, un
sussurro, mi uccide questo silenzio

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